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	<title>KiteGen</title>
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		<title>Decollare, volare e tornare in sicurezza</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 18:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eugenio saraceno</dc:creator>
				<category><![CDATA[KiteGen]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Per visualizzare il filmato può essere necessario installare il player Quicktime Sono certo che questo post è esattamente ciò che volevate leggere sul nostro blog.  Da alcune settimane  sono iniziati i test di decollo automatico e sono stati collezionati numerosi successi tecnici.  In una delle prove, in particolare, Mercoledì 15/02 il decollo è avvenuto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_874" class="wp-caption alignleft" style="width: 649px"><a href="http://kitegen.com/video/2012_Feb_prove_rev01.qt"><img class="size-medium wp-image-874    " title="s_kite_stem1" src="http://kitegen.com/wp-content/uploads/2012/02/s_kite_stem1-300x184.jpg" alt="" width="639" height="389" /></a><p class="wp-caption-text">La foto mostra il kite in volo, potrebbe essere molto piccolo oppure molto lontano?</p></div>
<p><em>Per visualizzare il filmato può essere necessario installare il player </em><a href="http://www.apple.com/it/quicktime/download/"><em>Quicktime</em></a></p>
<p>Sono certo che questo post è esattamente ciò che volevate leggere sul nostro blog.  Da alcune settimane  sono iniziati i test di decollo automatico e sono stati collezionati numerosi successi tecnici.  In una delle prove, in particolare, Mercoledì 15/02 il decollo è avvenuto con appena 1,5 m/s di vento a terra (<a href="http://kitegen.com/video/2012_Feb_prove_rev01.qt" target="_blank">link video</a>).</p>
<p>Lo Stem ha eseguito correttamente le previste procedure di brandeggio per il decollo automatico consentendo al kite di prendere il volo grazie al vento apparente generatosi (senza necessità di venti artificiali menzionati nella documentazione su questo sito) e srotolando interamente il cavo di 300 m.</p>
<p>Sappiamo che il vento medio europeo è intorno ai 3 m/s quindi questo eccezionale risultato stabilisce che il KiteGen ha la libertà di decollare in qualsiasi momento e senza ausili per almeno 5000 ore annue.</p>
<p>Il programma di test evolverà per consolidare il risultato e per poi verificare le durate di volo continuo, con la ambizione sempre più realistica di poter arrivare a coprire tutte le 8760 ore annue anche se non sempre raggiungendo la piena potenza nominale, nella produzione elettrica.</p>
<p>L&#8217;altro risultato evidente è che quantomeno la versione beta del software di controllo è pronta, un milestone importante comunque raggiunto nei tempi preventivati, che lascia prevedere che ora la strada sarà in discesa.</p>
<div id="attachment_872" class="wp-caption alignnone" style="width: 650px"><img class="size-full wp-image-872" title="Stem-neve" src="http://kitegen.com/wp-content/uploads/2012/02/Stem-neve.jpg" alt="" width="640" height="358" /><p class="wp-caption-text">Una immagine del sito sepolto dalla neve</p></div>
<div id="attachment_873" class="wp-caption alignleft" style="width: 649px"><img class="size-full wp-image-873 " title="s_igloo_neve" src="http://kitegen.com/wp-content/uploads/2012/02/s_igloo_neve.jpg" alt="" width="639" height="358" /><p class="wp-caption-text">ancora neve, tanta</p></div>
<div id="attachment_877" class="wp-caption alignnone" style="width: 649px"><img class="size-full wp-image-877" title="Solovela" src="http://kitegen.com/wp-content/uploads/2012/02/Solovela.jpg" alt="" width="639" height="358" /><p class="wp-caption-text">Ecco visibile la dimensione della vela al suo ritorno a terra.</p></div>
<div id="attachment_876" class="wp-caption alignnone" style="width: 649px"><img class="size-full wp-image-876" title="s_tamburi_vuoti" src="http://kitegen.com/wp-content/uploads/2012/02/s_tamburi_vuoti.jpg" alt="" width="639" height="355" /><p class="wp-caption-text">Questa immagine mostra i tamburi con solo più qualche decina di spire di fune residue</p></div>
<p>Così dopo gli sviluppi tecnologici relativi alle manovre di decollo automatico, ai movimenti dello stelo, ai sensori, ai collegamenti radio tra kite e terra ed a molti altri aspetti &#8220;nascosti&#8221; ma ciascuno fondamentale come i singoli anelli di una catena, ora è possibile mostrare l&#8217;aspetto più visibile, anche senza dover esaminare o entrare nel dettaglio delle immense quantità di software, elettronica, sensoristica, aerodinamica,  meccanica e ragionamenti che lo rendono possibile.</p>
<p>Il prototipo di ricerca KSU1 (detto anche mobilgen) volava, manovrava e produceva energia già nel settembre 2006 (<a title="kitegen sardegna" href="http://www.youtube.com/watch?v=raWyvOs0RZM" target="_blank">link video</a>), esso ha permesso di compilare una nutrita lista di funzionalità necessarie e desiderabili da aggiungere e implementare nella macchina industriale,  definendo così un&#8217;architettura tecnologica adeguata, che potesse permettere decolli automatici, gestire le intemperanze del vento e ridurre l&#8217;usura delle parti meccaniche, dei cavi e delle vele. Queste specifiche sono state pensate e progettate poi implementate e testate compiutamente sul campo grazie all&#8217;impianto completo KiteGen Stem.</p>
<p>Questa in poche parole la ragione della percezione dei lunghi sviluppi prima dei decolli e dei voli di questi giorni e dispiace sinceramente aver appreso di critiche come &#8220;il team kitegen è fermo perchè non vola&#8221;.</p>
<p>Il volo è certamente l&#8217;aspetto più visibile ed immaginifico (fin dalla mitologia greca ed anche prima) ma non l&#8217;unico di questa impresa:</p>
<p><strong><em>Industrializzare un prototipo che possa sfruttare i venti di alta quota.</em></strong></p>
<p>Buon volo KiteGen!</p>
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		<title>Il ciclo dell&#8217;energia in atmosfera e la disponibilità di energia dal vento</title>
		<link>http://kitegen.com/2012/02/16/ciclo-energia-in-atmosfera/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 09:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eugenio saraceno</dc:creator>
				<category><![CDATA[KiteGen]]></category>
		<category><![CDATA[venti alta quota]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Sole irradia sulla terra una potenza media di 1370 W/mq, tale valore è chiamato Costante Solare. Il mezzo attraverso il quale il nostro pianeta riceve l&#8217;energia è l&#8217;atmosfera, uno strato di gas spesso alcune decine di km. Tenendo conto che la radiazione della costante solare è riferita ad un piano tangente alla superficie sferica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://kitegen.com/2012/02/16/ciclo-energia-in-atmosfera/"><img class="size-full wp-image-623 alignleft" title="ciclo_energia_atmosfera" src="http://kitegen.com/wp-content/uploads/2012/01/cicloatm.gif" alt="" width="670" height="800" /></a></p>
<p>Il Sole irradia sulla terra una potenza media di 1370 W/mq, tale valore è chiamato Costante Solare. Il mezzo attraverso il quale il nostro pianeta riceve l&#8217;energia è l&#8217;atmosfera, uno strato di gas spesso alcune decine di km. Tenendo conto che la radiazione della costante solare è riferita ad un piano tangente alla superficie sferica terrestre (che misura 510 milioni di km quadrati) si può assumere che la potenza entrante nell&#8217;atmosfera è di 350 W/mq (1/4 circa) ovvero 178500 TW su tutta la superficie terrestre.   Considerando che la potenza media richiesta da tutte le utenze terrestri è di circa 16 TW (12 GTOE/Anno &#8211; Fonte IEA 2011) si vede bene come la radiazione solare sia ben oltre 10000 volte il fabbisogno umano attuale.  Una frazione del 30% di tale radiazione è immediatamente riflessa dall&#8217;atmosfera e reinviata nello spazio.  Dei circa 230 W/mq rimanenti gran parte viene trasformata in calore ed il resto è coinvolto in processi di evaporazione. Una parte si trasforma in energia meccanica (venti). Infine, per mantenere l&#8217;equilibrio energetico, il pianeta reirradia tutto verso lo spazio. Le tecnologie per lo sfruttamento dell&#8217;energia solare utilizzano la radiazione sia diretta che diffusa (solare fotovoltaico) oppure l&#8217;energia meccanica dei venti.<br />
Per fissare le idee sulle potenzialità dei venti si esamini la figura qui riportata, tratta da G.Parolini &#8211; Considerazioni sui principali elementi che determinano l&#8217;ambiente sulla superficie della terra &#8211; Sistema, Roma, 1967. La media terrestre di 230 W/mq equivale a 230 Wh * 24 * 365 = 2 MWh /anno per metro quadro di energia teoricamente disponibile.<br />
Sempre con riferimento alla figura si nota che una piccola parte della radiazione solare, 2W/mq è costantemente trasformata in energia cinetica ovvero vento e, essendo un regime stazionario, costantemente dissipata in calore mediante attriti contro la superficie terrestre e tra particelle di aria.  Un semplice calcolo consente di valutare a livello globale in 1020 TW tale dissipazione, anche questa è una quantità molto superiore ai 16 TW che ci sono necessari.  Inoltre la riserva di energia meccanica, cioè l&#8217;energia cinetica di tutte le particelle di atmosfera mosse dai venti (140 wh/mq) è superiore ai 70.000 TWh, circa 6 mesi di consumi energetici planetari ed è continuamente disponibile.  Da tale giacimento è estratta l&#8217;energia eolica. La tecnologia delle torri eoliche o windmill non consente di accedere che ad una piccola percentuale di questa energia, quella che si trova nei primi 2-300 metri dal suolo.  L&#8217;eolico troposferico, o di alta quota, di cui il KiteGen è il più avanzato progetto in fase di industrializzazione, si propone, salendo fino a quote di 2000 metri ed oltre, di accedere a frazioni sempre più consistenti di questa immensa quantità di nobile energia meccanica (nobile perchè trasformabile in energia elettrica con alte rese)<br />
Ho volutamente tratto lo schema da un testo abbastanza datato, uno dei meno generosi nella stima della frazione di potenza solare che alimenta i venti e dei più conservativi nella stima dell&#8217;energia cinetica stazionaria dell&#8217;atmosfera per mostrare che anche le stime meno generose rivelano un potenziale energetico immenso.   Esistono studi più accurati che ci permettono di considerare valori ancora più grandi, fino a 3600 TW di potenza dissipata totalmente dai venti atmosferici (Gustavson 1979).  Fin dal 1939 Brunt aveva stimato 100.000 TWh di energia cinetica totale.  Le iniziative concrete sull&#8217;eolico troposferico sono relativamente recenti, l&#8217;interesse scientifico sull&#8217;argomento sta crescendo ed il numero di articoli e studi cresce, ma con esso cresce anche l&#8217;interesse economico che può influenzare  in positivo o in negativo le varie stime; è quindi importante considerare anche studi fatti quando ancora non si pensava concretamente a realizzare impianti eolici troposferici.</p>
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		<title>NASA Langley Research Center e KiteGen</title>
		<link>http://kitegen.com/2012/02/12/nasa-langley-research-center-e-kitegen/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 20:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eugenio saraceno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Airborne Wind Energy]]></category>
		<category><![CDATA[KiteGen]]></category>
		<category><![CDATA[venti alta quota]]></category>

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		<description><![CDATA[NASA LaRC Airborne Wind Energy Harvesting Nasa on You Tube Scritto da Massimo Ippolito e Andrea Papini Mark Moore e David North del Nasa Langley Research Center mostrano come stanno ripercorrendo le varie soluzioni architetturali per implementare l&#8217;eolico troposferico. David North inoltre annuncia di voler sperimentare la soluzione mono-fune con gli attuatori di assetto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_827" class="wp-caption alignleft" style="width: 667px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=lGjWvPaZTIk" target="_blank"><img class="size-full wp-image-827    " title="nasa_kitegen" src="http://kitegen.com/wp-content/uploads/2012/02/nasa_kitegen.jpg" alt="kitegen on NASA video" width="657" height="445" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">NASA LaRC Airborne Wind Energy Harvesting</dd>
</dl>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=lGjWvPaZTIk">Nasa on You Tube</a></p>
</div>
<div class="mceTemp">Scritto da Massimo Ippolito e Andrea Papini</div>
<p>Mark Moore e David North del Nasa Langley Research Center mostrano come stanno ripercorrendo le varie soluzioni architetturali per implementare l&#8217;eolico troposferico.</p>
<p>David North inoltre annuncia di voler sperimentare la soluzione mono-fune con gli attuatori di assetto a bordo ala.</p>
<p>Benchè il Carosello ed in una certa misura lo Stem siano architetture indifferenti al numero di funi, cogliamo l&#8217;occasione per ricordare le ragioni che ci hanno portato KiteGen a concentrarsi su un sistema basato su due funi.</p>
<p><strong>1) la sicurezza dei sistemi doppi. </strong></p>
<p>Un sistema a doppio cavo ha un fattore di sicurezza estremamente più elevato di un sistema a cavo singolo, e permette in qualsiasi condizione un rientro veloce dell&#8217;ala.</p>
<p>I doppi moto-alternatori e tamburi si dividono il carico quindi sono circa la metà come dimensionamento e sono più maneggevoli e disponibili sul mercato</p>
<p><strong>2) L&#8217;opportunità di implementare con le due funi la scivolata d&#8217;ala con ali concepite per un volo bimodale.</strong></p>
<p>Con un cavo singolo  la discesa deve avvenire necessariamente  variando l&#8217;angolo di attacco dell&#8217;ala e portandosi possibilmente sul bordo della finestra di potenza del vento, strategie già percorse da KiteGen nel 2006 anche con i due cavi.</p>
<p>il recupero della fune crea vento apparente che restituisce portanza all&#8217;ala rallentando molto la manovra di rientro, con anche l&#8217;effetto indesiderato di dover fornire potenza ai tamburi per il riavvolgimento, mentre con le due funi abbiamo dimostrato di poter mettere l&#8217;ala in bandiera minimizzazndo tempi di ciclo e gli autoconsumi di energia.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>3) La velocità di attuazione da remoto</strong></p>
<p>Il controllo con un&#8217;ala molto distante mediante i cavi  non soffre di ritardi apprezzabili, la forza sui cavi, e quindi anche i comandi, si muovono alla velocità del suono nel : &#8220;<a href="http://www.lancelin.com/it/produits/Dyneema-SK75_2_13.html">Dyneema® SK75</a>, con E = 107 GPa , ρ = 0.97 kg/dm<sup>3</sup> si ricava = 10.502 m/s&#8221;, ovvero circa 30 volte la velocità del suono in aria<br />
Esso costituisce un ritardo di attuazione trascurabile che permette di escludere che vi sia un vantaggio ad attuare in prossimità dell&#8217;ala.</p>
<p><strong>4) Resistenza aerodinamica delle funi in volo</strong></p>
<p>A parità di resistenza alla trazione totale, le due funi presentano una resistenza aerodinamica nel volo che è maggiore di radice 2 rispetto ad un sistema a singola fune. Ma le funi  possono facilmente essere rese aerodinamicamente inifluenti (brevetto KiteGen), in modo da escludere il drag tra i criteri di scelta delle stesse.</p>
<p><strong>5) Avvolgimento su se stessi dei cavi, twist dei cavi</strong></p>
<p>Il contatore di twist comandato dalla strumentazione di bordo ala funziona molto bene e sebbene il sistema funzioni ancora con 10 twist, il controllo può passare brevemente da i lemniscati agli ellissi per ripristinare l&#8217;allineamento corretto.</p>
<p><strong>6) Forze per  l&#8217;attuazione della direzione di volo dell&#8217;ala<br />
</strong></p>
<p>Fino a quando si tratta di dimostratori da poche decine di kW l&#8217;attuazione a bordo ala può essere alimentata da accumulatori o da sistemi di generazione ausiliari. Quando invece si raggiungono i MW le attuazioni diventano impegnative sia come resistenza, peso ed energia necessaria per alimentarli.</p>
<p>Gli attuatori in volo, è presumibile, che possano solo essere controllati ed alimentati da un cavo elettrico intrecciato all&#8217;interno del cavo polimerico di trazione, riaprendo tutte le questioni di peso, costo, interfacciamento e sensibilità alle scariche atmosferiche .</p>
<p>Gli attuatori volanti dovranno poi essere integrati in qualche modo nell&#8217;ala per limitare l&#8217;effetto drag sia per l&#8217;effetto della forza d&#8217;inerzia che sbilancia la vela nelle manovre.</p>
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		<title>KiteGen sul TG2</title>
		<link>http://kitegen.com/2012/02/11/kitegen-sul-tg2/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 15:18:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[KiteGen]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno &#8220;speciale&#8221; energia del TG2 Rai cita il KiteGen dal minuto 18. http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-02-10&#38;ch=2&#38;v=108570&#38;vd=2012-02-10&#38;vc=2 Ringraziamo Chiara Prato, Irene Greco e Giovanni Rossini per aver trovato ed incluso il KiteGen nel servizio, e Massimiliano Niccolini per aver apprezzato la colonna sonora del video di KiteGen che ha fatto da sottofondo a tutto il servizio. Alcune considerazioni sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-02-10&amp;ch=2&amp;v=108570&amp;vd=2012-02-10&amp;vc=2" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-790" title="tg2_kitegen" src="http://kitegen.com/wp-content/uploads/2012/02/tg2_kitegen-300x224.jpg" alt="tg2 ore 20:30 di venerdi 10 febbraio" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Uno &#8220;speciale&#8221; energia del <a title="TG2 10/2/2012" href="http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-02-10&amp;ch=2&amp;v=108570&amp;vd=2012-02-10&amp;vc=2" target="_blank">TG2 Rai</a> cita il KiteGen dal minuto 18.</p>
<p>http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-02-10&amp;ch=2&amp;v=108570&amp;vd=2012-02-10&amp;vc=2</p>
<p>Ringraziamo Chiara Prato, Irene Greco e Giovanni Rossini per aver trovato ed incluso il KiteGen nel servizio, e Massimiliano Niccolini per aver apprezzato la colonna sonora del video di KiteGen che ha fatto da sottofondo a tutto il servizio.</p>
<p><strong>Alcune considerazioni sul servizio:</strong></p>
<p>Dal minuto 16 viene intervistato Davide Tabarelli di Nomisma Energia, che consiglia tra le principali soluzioni di realizzare più centrali a carbone ed attivare più canali di importazione di energia. Troviamo curioso che da parte di Tabarelli non venga speso un pensiero sulla pesante criticità di perseverare in questa unica strategia, che sta impoverendo l&#8217;Italia e gli italiani, questo senza contare le gravi esternalità dal livello locale fino a quello planetario dell&#8217;abuso dei combustibili fossili.</p>
<p>Le soluzioni basate su carbone, rigassificatori, nucleare non hanno bisogno di essere perorate da centri studi sull&#8217;energia o da iniziative politiche, infatti sono oggetto di una profonda competenza da parte degli operatori energetici che sono certamente pronti nell&#8217;introdurli, se ritenuto necessario, nelle programmazioni aziendali, il compito dei centri studi energetici e delle iniziative politiche dovrebbe essere quello di individuare alternative energetiche credibili e non marginali e promuoverne una ampia riflessione.</p>
<p>Da quando abbiamo iniziato ad investire sul KiteGen eravamo già consapevoli, di queste esternalità economiche ed ambientali, infatti il KiteGen è il frutto di una accurata ed oggettiva selezione  delle fonti rinnovabili e non, rimaste a disposizione del genere umano.</p>
<p>Il vento troposferico è risultato essere, all&#8217;interno di una matrice di valutazione, di gran lunga la soluzione energetica più copiosa e promettente, in grado di risollevare le sorti di un mondo affamato ed sovraffollato. Questo con una unica difficoltà &#8220;interna&#8221; al progetto, ovvero quella di dover implementare una sofisticata tecnologia di controllo operativo dei macchinari,  una tecnologia nota negli ambienti areonautici militari nonchè bagaglio di competenza dei tecnici legati a KiteGen.</p>
<p>La realizzazione, che stiamo curando, del generatore KiteGen Stem è una delle chiavi di volta per abilitare la tecnologia nelle sue varie forme, in modo da far superare il disorientamento informativo ed abilitare un investimento di diffusione della tecnologia che da soli non saremmo in grado di affrontare. In questo sforzo ci piacerebbe essere meno osteggiati poichè ne è coinvolto il nostro futuro, non solo di KiteGen.</p>
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		<item>
		<title>Richiesta di energia elettrica nel 2011 in Italia</title>
		<link>http://kitegen.com/2012/02/08/terna-2011-italia-2/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>terenziolongobardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questo post Terenzio Longobardi inizia la sua collaborazione con Kiteblog.   Molti nostri lettori conoscono ed apprezzano già Terenzio per aver a lungo curato il blog Risorse, economia e ambiente dell&#8217;associazione ASPO Italia, in cui ha pubblicato numerossissimi articoli di grande qualità su energia, trasporti e risorse naturali. E&#8217;un grande onore per Kiteblog ospitare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con questo post Terenzio Longobardi inizia la sua collaborazione con Kiteblog.   Molti nostri lettori conoscono ed apprezzano già Terenzio per aver a lungo curato il blog <a title="ASPO Italia" href="http://aspoitalia.blogspot.com/" target="_blank">Risorse, economia e ambiente </a>dell&#8217;associazione ASPO Italia, in cui ha pubblicato numerossissimi articoli di grande qualità su energia, trasporti e risorse naturali. E&#8217;un grande onore per Kiteblog ospitare la sua firma e continuare ad offrire i contributi di Terenzio cui auguriamo buon lavoro.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-784" href="http://kitegen.com/2012/02/08/terna-2011-italia-2/storico-richiesta-energia-elettrica-italia-5/"><img class="alignleft size-medium wp-image-784" src="http://kitegen.com/wp-content/uploads/2012/02/storico-richiesta-energia-elettrica-Italia4-300x205.png" alt="" width="300" height="205" /></a>Da qualche giorno Terna S.p.A. ha reso disponibile il bilancio dell’energia elettrica 2011 (dati provvisori) che riporta le principali informazioni sulla richiesta di energia elettrica italiana (produzione netta + saldo con l’estero). A pagina 5 del Rapporto mensile del 31/12/2011 sul <a href="http://www.terna.it/default/Home/SISTEMA_ELETTRICO/dispacciamento/dati_esercizio/rapporto_mensile.aspx">sito di Terna</a>,, vediamo rappresentato il confronto tra i dati dell’anno 2010 con quelli dell’anno appena trascorso.</p>
<p>Innanzitutto, ci accorgiamo che la richiesta è aumentata impercettibilmente dello 0,6%, ma se scomponiamo tale aumento nel corso dell’anno, possiamo verificare che nell’ultimo trimestre, si è verificato un vero e proprio crollo dei consumi che ha invertito la tendenza precedente a una crescita più marcata. Nel mese di Dicembre, si è verificato un calo addirittura del 5% (che Terna rettifica in un 3,3%, tenendo conto dei giorni lavorativi in meno e di un aumento della temperatura).</p>
<p>E’ facile attribuire tale improvviso calo dei consumi alla recente crisi dei debiti sovrani che ha colpito particolarmente il nostro paese costringendo il governo a una manovra pesantemente recessiva. La richiesta di energia elettrica, pur rappresentando “solo” il 36% dei consumi di energia primaria in Italia, è un parametro fortemente correlato all’andamento dell’economia e alla produzione industriale. Infatti, i consumi industriali di energia elettrica rappresentano quasi il 50% dei consumi finali (anche se negli ultimi anni questa quota è leggermente diminuita attestandosi nel 2010 al 45%).</p>
<p>Considerando poi che la graduale fuoriuscita dall’uso dei combustibili fossili non potrà che avvenire attraverso la loro sostituzione con le rinnovabili e che, per questo, sarà necessario aumentare la penetrazione dell’energia elettrica anche nei settori dei trasporti e degli usi termici, è evidente il valore strategico del settore elettrico.</p>
<p>Un altro dato interessante è la forte crescita di eolico convenzionale e del fotovoltaico, che oggi rappresentano il 5,6% della richiesta di energia elettrica. La crescita del fotovoltaico è stata addirittura impetuosa (+ 394%), arrivando quasi a superare la produzione eolica e a compensare abbondantemente il calo della produzione idroelettrica.</p>
<p>Nel grafico allegato, che aggiorno annualmente, possiamo vedere plasticamente l’evoluzione storica della richiesta di energia elettrica nel nostro paese. Vediamo come, per la prima volta, la crescita esponenziale di tale parametro che ha seguito tutte le fasi dello sviluppo industriale italiano, si sia improvvisamente fermata in corrispondenza della crisi economica e finanziaria del 2009, prefigurando un picco difficilmente sormontabile, a causa del raggiungimento di limiti economici strutturali e della forte correlazione sviluppatasi negli ultimi anni tra prezzi petroliferi e dinamica domanda – offerta.</p>
<p>Nei prossimi mesi, Terna pubblicherà i dati definitivi, e con essi potremo aggiornare il grafico storico del Consumo Interno Lordo di energia elettrica (Produzione Lorda, ai morsetti dei generatori + saldo con l’estero), il parametro a mio parere più significativo, che misura la domanda effettiva e globale di energia elettrica. Nel frattempo, potete leggere <a href="http://aspoitalia.blogspot.com/2011/08/i-dati-definitivi-dei-consumi-di.html">qui</a> e <a href="http://aspoitalia.blogspot.com/2011/08/la-torta-dei-consumi-di-energia.html">qui</a> i miei approfondimenti per l’anno 2010.</p>
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		<title>Glossario</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eugenio saraceno</dc:creator>
				<category><![CDATA[KiteGen]]></category>

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		<description><![CDATA[So che molti nostri lettori sono ansiosi di ricevere informazioni su KiteGen, tuttavia questo post ed altri che pubblicheremo in questi primi giorni hanno l&#8217;obbiettivo di inquadrare il tema in una prospettiva più ampia, chiarendo l&#8217;uso dei termini tecnici e considerando alcune basilari nozioni che aiutano a comprendere le finalità e le problematiche che affrontiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-656" href="http://kitegen.com/2012/02/03/glossario/book-contents/"></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-656" href="http://kitegen.com/2012/02/03/glossario/book-contents/"></a></p>
<p><a href="http://kitegen.com/2012/02/03/glossario/"><img class="alignright size-medium wp-image-672" title="glossario" src="http://kitegen.com/wp-content/uploads/2012/02/glossario1-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>So che molti nostri lettori sono ansiosi di ricevere informazioni su KiteGen, tuttavia questo post ed altri che pubblicheremo in questi primi giorni hanno l&#8217;obbiettivo di inquadrare il tema in una prospettiva più ampia, chiarendo l&#8217;uso dei termini tecnici e considerando alcune basilari nozioni che aiutano a comprendere le finalità e le problematiche che affrontiamo nel nostro blog.<br />
In primo luogo qualche definizione:</p>
<p>Kilo: k  1000 migliaia<br />
Mega: M 1000000 milioni<br />
Giga: G 1000000000 miliardi<br />
Tera: T 1000000000000 triliardi</p>
<p>Quindi ad es. 1 GW è un miliardo di Watt</p>
<p><strong>Energia</strong><br />
si misura in Joule (J) e rappresenta la capacità di compiere un lavoro.  Ad esempio un veicolo di massa m che viaggi a velocità v possiede un&#8217;energia (cinetica) di 1/2mv2.  Per frenarlo fino a fermarlo l&#8217;impianto frenante compirà un lavoro pari all&#8217;energia cinetica (che viene dissipata in calore)</p>
<p><strong>Potenza</strong><br />
si misura in Watt (W) cioè Joule/secondo e rappresenta il tasso con cui viene compiuto un lavoro cioè quanta energia viene consumata da un utenza in un secondo. Pertanto è molto utilizzata la misura in Wattora (Wh) che indica un energia in quanto l&#8217;ora è composta da 3600 secondi nel prodotto tra J/s e 3600 s la dimensione secondi si semplifica.  In altre parole 1 Wh = 3600 J.  A volte ciò è fonte di confusione tra kW e kWh cioè tra potenza ed energia.  Un esempio per chiarire meglio: un phon da 2000 W (2 kW di potenza) in mezzora consuma 1000 Wh (1 kWh di energia)</p>
<p><strong>Eolico troposferico</strong></p>
<p>E&#8217; la metodologia innovativa per sfruttare il vento a quote non raggiungibili da impianti eolici che sono eretti a terra, si basa sulla considerazione che il vento energeticamente sfruttabile è sensibilmente più frequente ed intenso a quote AGL (dal livello del terreno) che superino i 300metri e che questa progressione di potenza continui incrementandosi senza soluzione di continuità con legge funzione della velocità del vento elevata al cubo, fino a raggiungere la quota tecnicamente sfruttabile dei 9.000 metri, che rappresenta il limite superiore della troposfera.</p>
<p><strong>Quota tecnicamente sfruttabile</strong><br />
E&#8217; la quota raggiungibile dai dispositivi di cattura dell&#8217;energia del vento opportunamente dimensionati e controllati, senza soffrire di decadimenti della potenza erogabile e da limitazioni di controllo del volo e predizione delle traiettorie, dove tipicamente la risorsa naturale presenta potenze specifiche di oltre 1.000 volte quelle riscontrate a 50 metri AGL, per poi decadere drasticamente a causa della rarefazione dell&#8217;aria.</p>
<p><strong>Quota sfruttabile</strong><br />
E&#8217; la quota di volo limitata da considerazioni di compatibilità con il traffico aereo, da valutazioni di sicurezza al fine di evitare potenze del vento talmente intense da non essere non gestibili in sicurezza dallo specifico macchinario, da valutazioni di prevenzione delle conseguenze di una eventuale anomalia del sistema.</p>
<p><strong>Ali o Vele</strong><br />
Sono dispositivi tecnologici leggeri o ultraleggeri che interagiscono direttamente con la forza e la velocità del vento trasmettendo la potenza meccanica a terra mediante funi, il sostentamento delle ali e vele viene garantito dalla presenza del vento stesso quando possiede una intensità sufficiente alla produzione energetica.</p>
<p><strong>Macchina generatrice</strong><br />
Trattasi dell&#8217;insieme dei sistemi a terra per gestire le manovre automatiche dell&#8217;ala o vela, inclusi decollo e rientro nonchè il rientro veloce di emergenza e nel contempo provvedere alla trasformazione dell&#8217;energia cinetica proveniente dalle funi in energia elettrica mediante servo alternatori a frequenza variabile con erogazione in corrente continua.</p>
<p><strong>Impianto eolico troposferico</strong><br />
o sistema di cattura dell&#8217;energia eolica di alta quota<br />
E&#8217; un impianto di produzione di energia elettrica mediante conversione diretta della energia cinetica del vento troposferico, tramite un sistema principalmente composto da ali o vele che trasferiscono a terra, mediante funi, la forza con una velocità di srotolamento dei tamburi in funzione della velocità del vento, i tamburi sono calettati ad uno o più alternatori, uno o più gruppi di conversione della corrente continua in corrente alternata e altri componenti elettrici minori;</p>
<p><strong>Fattoria del vento troposferico</strong><br />
E&#8217; l&#8217;insieme di singoli impianti a singola vela distribuiti su un territorio contiguo facenti parte di una singola installazione, la distanza di installazione tra le macchine appartenenti alla stessa fattoria è compresa tra 80 e 150 metri.</p>
<p><strong>Ciclo di produzione</strong><br />
Trattasi della strategia temporale ed operativa di interazione con il vento come ad esempio la suddivisione in fasi di trazione della vela caratterizzate da un guadagno di quota e allontanamento dalla base generatrice (fase attiva) intercalate da fasi di recupero della vela con perdita di quota per ripristinare il ciclo produttivo (fase passiva), il recupero deve presentare un dispendio di energia pari ad una frazione di circa 1/100 dell&#8217;energia prodotta nella fase attiva.</p>
<p><strong>Impianto eolico troposferico su terraferma</strong><br />
E&#8217; un impianto che viene realizzato in un sito terrestre e che viene allacciato alla rete con le linee di distribuzione o di media tensione;</p>
<p><strong>Impianto eolico troposferico in mare</strong><br />
E&#8217; un impianto fattoria del vento troposferico che viene realizzato in acque fino a 20 metri di profondità, che richiede piattaforme sostenute  dal fondo del mare mediante colonne  e plinti e che richiede un allacciamento in corrente continua verso una stazione di conversione a terra;</p>
<p><strong>Impianto eolico troposferico in mare profondo</strong><br />
E&#8217; un impianto fattoria del vento troposferico che viene realizzato in acque oltre i 20 metri di profondità, che è formato da boe galleggianti con dislocamento inferiore ai 100 metri cubi, ancorate con catene o opportuni cavi ad un corpo morto gravitazionale appoggiato sul fondo del mare, richiede allacciamenti collettivi o unificati in corrente continua o alternata sottomarini che raggiungano la terraferma;</p>
<p><strong>Sistema eolico troposferico a Carosello</strong><br />
E&#8217; un impianto di produzione di energia elettrica mediante conversione diretta della energia cinetica del vento di potenza non inferiore ad 1 GW; esso è composto principalmente da un insieme di macchine di gestione delle vele analoghe al punto f che sono montate su e mettono in rotazione un grande anello generatore, da uno o più gruppi di conversione della corrente continua in corrente alternata e da altri componenti elettrici minori;</p>
<p><strong>Sistema eolico troposferico a Carosello in mare</strong><br />
E&#8217; una evoluzione della macchina al punto g con una opportuna tropicalizzzione delle componenti e un sistema di sostegno a colonne infisse sul fondale.</p>
<p><strong>Sistema eolico troposferico a Carosello in mare profondo</strong><br />
E&#8217; una evoluzione della macchina al punto g con la struttura galleggiante e ancorata al fondo marino mediante catene o opportuni cavi ad una serie di corpi morti gravitazionali giacenti sul fondo marino.</p>
<p><strong>Potenza nominale (o massima, o di picco, o di targa) dell&#8217;impianto eolico troposferico</strong><br />
E&#8217; la potenza elettrica dell&#8217;impianto, determinata dalla somma delle singole potenze nominali (o massime, o di picco, o di targa) di ciascuna macchina generatrice facente parte del medesimo impianto o fattoria del vento troposferico, misurate alle condizioni nominali;<br />
Piccoli impianti<br />
Sono gli impianti realizzati da una singola macchina generatrice di gestione di una singola vela, che hanno una potenza non superiore a 3.000 kW,</p>
<p><strong>Grande impianto di eolico troposferico</strong><br />
E&#8217; un impianto diverso da quello di cui alla lettera U tipicamente organizzato in fattoria del vento troposferico o in Carosello</p>
<p><strong>FlyGen e GroundGen</strong><br />
Sono i termini riconosciuti internazionazionalmente per distinguere le famiglie concettuali di eolico troposferico o di alta quota che si distinguono per avere gli alternatori ed i trasformatori a bordo dell&#8217;ala ed il cavo di vincolo di tipo conduttore elettrico (FlyGen), oppure gli alternatori e il macchinario pesante di controllo a terra con le ali di tipo leggero o ultraleggero con le funi di vincolo in materiali polimerici ad alto modulo ed isolanti caratterizzati da un ciclo produttivo a yoyo.</p>
<p><strong>AWE (Airborne Wind Equipments)</strong><br />
Termine internazionalmente adottato come tentativo di individuare il settore emergente.</p>
<p><strong>Pumping Kite &amp; yoyo</strong><br />
Termini adottati in letteratura per descrivere il ciclo produttivo dei GroundGen</p>
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		<title>Parte kiteblog il nuovo blog di KiteGen</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eugenio saraceno</dc:creator>
				<category><![CDATA[KiteGen]]></category>

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		<description><![CDATA[  Cari amici, Con questo articolo si da avvio, a grande richiesta, ad un nuovo &#8220;canale interattivo&#8221; grazie al quale saranno disponibili notizie ufficiali aggiornate, segnalazione di eventi ed articoli tecnici riguardanti la tecnologia Kite Gen ed i molti aspetti ad essa correlati.  Ospiteremo pertanto anche contributi e spunti di riflessione su tutte le tematiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-642" href="http://kitegen.com/2012/01/31/parte-kiteblog-il-nuovo-blog-di-kitegen/power_kites/"><img class="alignnone size-medium wp-image-642" title="power_kites" src="http://kitegen.com/wp-content/uploads/2012/01/power_kites-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> </p>
<p>Cari amici,<br />
Con questo articolo si da avvio, a grande richiesta, ad un nuovo &#8220;canale interattivo&#8221; grazie al quale saranno disponibili notizie ufficiali aggiornate, segnalazione di eventi ed articoli tecnici riguardanti la tecnologia Kite Gen ed i molti aspetti ad essa correlati.  Ospiteremo pertanto anche contributi e spunti di riflessione su tutte le tematiche riguardanti energia, risorse, demografia e sistemi economici sperando di stimolare discussioni e commenti.  Ciò che ci proponiamo non è solamente soddisfare la diffusa domanda di notizie intorno allo sviluppo della tecnologia Kite Gen, ma anche mostrare che lo sfruttamento dell&#8217;immenso giacimento di energia eolica presente in alta quota, di cui Kite Gen è la più avanzata tecnologia abilitante, è l&#8217;ultima soluzione che ci rimane per evitare che l&#8217;avvitamento della crisi finanziaria con quella delle risorse, in particolare energetiche, continuino a precipitarci verso stati del sistema economico globale  che non ammettono il livello di benessere medio raggiunto dall&#8217;umanità grazie all&#8217;abbondante utilizzo dei combustibili fossili per una popolazione mondiale in continua crescita.  Se tutto ciò per ora potrebbe sembrare vago continuate a seguirci, perchè nei prossimi articoli porteremo avanti numerosi approfondimenti.  Ogni articolo avrà una o più categorie per seguire agevolmente gli argomenti di interesse.  Ecco alcune delle categorie e&#8230; buona lettura.</p>
<li>Pillole di KiteGen: brevi articoli che soddisferanno le curiosità su numerosi aspetti della tecnologia Kite Gen e delle sue applicazioni.</li>
<li>Approfondimenti: articoli di approfondimento tecnico sulle tematiche riguardanti il Kite Gen e numerosi argomenti correlati.</li>
<li>Notizie: Comunicazioni ufficiali di KiteGen Resarch</li>
<li>Storie: aneddoti, brevi racconti, interviste riguardanti Kite Gen</li>
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